Con la parola “fertilità” si intende la capacità degli esseri viventi di riprodursi conservando le caratteristiche specifiche di ogni specie e quindi permettendo la sua continuazione.

Si parla di “sterilità” quando vi sono degli ostacoli alla fecondazione che generano l’incapacità riproduttiva sia nella donna, sia nell’uomo. Con il termine “infertilità” invece, si intende la presenza di fattori che influiscono sul normale annidamento e sviluppo dell’embrione nell’ambiente uterino.

La fertilità, quindi il potenziale riproduttivo di una coppia, è dato da entrambi i componenti della coppia ed è strettamente dipendente dallo stile di vita che gli individui conducono, dall’adozione di adeguate misure preventive di alcune patologie e anche dal corretto trattamento di eventuali patologie delle quali si è affetti:

si deduce che la fertilità è un bene da tutelare sin dall’infanzia.

Oltre agli stili di vita, un fattore importantissimo e determinante del potenziale riproduttivo è sicuramente l’età sia della donna che dell’uomo. Rispetto all’uomo, l’età della donna acquisisce una maggiore importanza. Perché?

La donna sin dalla nascita, nasce con un numero di follicoli stabilito intorno ai 700.000-1milione. Con l’aumentare dell’età questi follicoli vanno incontro ad un progressivo invecchiamento ed esaurimento. Quindi già a 30 anni, la donna si ritrova con un patrimonio follicolare che rispecchia solo il 12% del numero dei follicoli alla nascita. Alla luce di ciò si stima che, una coppia in età fertile con circa 3 rapporti non protetti a settimana, ha una probabilità di ottenere una gravidanza del 30-32% se la donna ha tra i 20-24 anni, raggiunti i 40 anni le probabilità scendono al 9-10%. Il fattore “Età” nella donna è importante anche se vi è la necessità di ricorrere a tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA): l’età degli ovociti condiziona i risultati di queste tecniche. Motivo per cui le tecniche di fecondazione assistita non devono essere considerate l’ultima spiaggia, la salute pre-concezionale va tutelata ancor prima del concepimento e della decisione di intraprendere un percorso di PMA.

Anche il fattore dell’età maschile è importante, sebbene la spermatogenesi (produzione di spermatozoi) nell’uomo sia continua, con l’avanzare dell’età, la qualità degli spermatozoi e quindi del liquido seminale peggiora.

Quando si dice quindi che una coppia ha problemi di fertilità e quindi è infertile?

Quando si verifica l’incapacità a procreare dopo 1 anno di rapporti frequenti (almeno tre volte a settimana) non protetti. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha spostato questo limite di tempo a 24 mesi poiché, molte coppie riescono a concepire durante l’anno successivo.

Immagine dal Web

Purtroppo in Italia, il problema dell’infertilità riguarda il 15-20% delle coppie e la maggior parte delle volte, le cause sono legate a fattori socio-economici che portano le coppie a pianificare la vita familiare in fasce di età in cui la fertilità è fisiologicamente ridotta.

Sono stati individuati diversi fattori che influenzano la fertilità sia nella donna che nell’uomo, questi possono essere di natura biologica, farmacologica ed ambientale. Oltre all’età di cui abbiamo già discusso, per valutare la condizione di infertilità vanno presi in considerazione:

  • Il numero settimanale di rapporti non protetti;
  • La durata della condizione di infertilità;
  • L’abuso di fumo, alcol e droghe;
  • L’uso di farmaci;
  • La qualità della dieta;
  • L’eccessivo esercizio fisico;
  • L’eccessiva magrezza;
  • La storia mestruale della donna;
  • Condizioni di sovrappeso e obesità;
  • Stress;
  • Patologie croniche;
  • Fattori ambientali.
Cosa fare in condizioni di infertilità?

Come abbiamo già detto, la salute pre-concezionale è molto importante non solo se si è desiderosi di avere una gravidanza ma va considerata anche prima di questo desiderio, così da poter tutelare il potenziale riproduttivo. Sicuramente quindi, il primo passo da fare è quello di rivolgersi ad un professionista sanitario che sappia accogliere e ascoltare la vostra storia e che sappia valutarla per consigliarvi il percorso giusto da intraprendere.

Ricordate sempre che l’infertilità non è un problema individuale, ma di coppia! Le cause dell’infertilità devono essere indagate tempestivamente e in entrambi i partner. Importante a questo scopo è il “counselling” con un professionista sanitario esperto: non è altro che un processo di comunicazione durante il quale vengono trattati tutti gli aspetti connessi alla condizione di infertilità e ai possibili trattamenti. Sebbene il disagio causato dall’impossibilità di procreare non sia dovuto ad una vera e propria patologia, chiedere aiuto e quindi chiedere un counselling può essere un modo per affrontare il problema più facilmente, può essere di sostegno ad una situazione che inevitabilmente provoca stress nella coppia, uno stress dovuto non solo alle proprie aspettative ma dovuto anche alla pressione sociale e familiare. Il trattamento stesso è molte volte causa di stress aggiuntivo soprattutto riguardo al rischio che possa fallire. Prima di sottoporsi a delle tecniche specifiche, un buon counselling è importante perché informa, supporta, rende la coppia consapevole, esso ha lo scopo di attivare le risorse interne della coppia utili ad affrontare le difficoltà.

Quali sono gli esami standard per accertare la condizione di infertilità?

Sia nella donna che nell’uomo vanno condotte:

  • Anamnesi personali per stabilire l’età, la durata della condizione di infertilità, ottenere informazioni sui luoghi e gli ambienti di lavoro, sulle abitudini alimentari e gli stili di vita. Importante sono anche le informazioni riguardanti il proprio sviluppo puberale, per la donna la storia mestruale, le caratteristiche dei flussi mestruali ed eventuali irregolarità. È necessario anche raccogliere informazioni riguardo il numero di rapporti e il momento del ciclo in cui avvengono.
  • Anamnesi patologica per ricercare la presenza di alterazioni anatomiche, patologie pregresse, interventi chirurgici, stati infiammatori a livello dei genitali. L’esame ginecologico è importante nel fornire tali informazioni e nell’individuare delle situazioni che possano essere causa di infertilità.
  • Anamnesi familiare, legata soprattutto ad eventuali patologie ereditarie.

Più nello specifico, nella donna è importante valutare:

  • Il fattore endocrino, che rappresenta il 30-40% delle cause di infertilità dovute alla mancanza di ovulazione. È importante valutare:

– il peso corporeo, perchè sia l’obesità che l’eccessiva magrezza causano squilibri ormonali e quindi irregolarità mestruali con la possibilità di ovulazioni assenti che generano quindi infertilità, spesso risolvibile con il recupero del proprio peso-forma;

stili di vita: il fumo rende la donna meno fertile poiché la nicotina provoca un abbassamento del progesterone: ciò altera il ciclo mestruale modificando l’endometrio (lo strato più interno dell’utero che si sfalda con la mestruazione) e ostacolando l’annidamento dell’embrione, fumare inoltre diminuisce le possibilità di successo delle tecniche di fecondazione assistita. L’abuso di alcool, droghe e l’utilizzo di alcuni farmaci alterano i fenomeni riproduttivi, generando infertilità. Importante è la valutazione dell’ambiente di lavoro soprattutto in caso di esposizione a sostanze tossiche che possano interferire con la riproduzione.

Anche la sindrome dell’ovaio policistico, che solitamente genera condizioni di irregolarità ormonale e assenza di ovulazione, gioca un ruolo importante nelle cause di infertilità. A questo va aggiunto che l’età della donna predice l’entità della riserva ovarica cioè dei follicoli disponibili ad ovulare, ne consegue che più l’età è avanzata, più la riserva ovarica risulta diminuita.

  • Il fattore tubarico, rappresenta il 35% delle cause di sterilità, esso è dovuto molto spesso ad alterazioni dell’anatomia delle tube causati da stati infiammatori ricorrenti, infezioni, malformazioni, endometriosi. Si tratta di condizioni che interferiscono con la capacità dello spermatozoo e della cellula uovo di incontrarsi, ostacolando la fecondazione.

Altri fattori, riguardanti l’utero stesso e il collo dell’utero trovano causa in malformazioni, alterazioni anatomiche dovute ad infezioni e stati infiammatori ricorrenti, presenza di grossi fibromi che alterano l’anatomia delle pareti uterine a tal punto da rendere impossibile l’annidamento dell’embrione. Altre cause di infertilità possono essere dovute ad un muco cervicale inadeguato o scarso. Vi possono essere anche fattori vaginali legati a malformazioni, alla presenza di infezioni che possono provocare dolore nella penetrazione (dispareunia) e durante i rapporti rendendoli impossibili, possono modificare l’ambiente vaginale ostacolando la migrazione degli spermatozoi.

Nell’uomo è importante valutare:

  • I fattori legati alla corretta produzione di un adeguato numero di spermatozoi a livello dei testicoli;
  • i fattori dai quali dipendono il normale trasporto e maturazione degli spermatozoi attraverso le vie escretrici maschili e quindi anche la valutazione della loro motilità;
  • vanno valutati i fattori dai quali dipende una normale erezione del pene, capace di portare a termine dei rapporti completi ed efficienti;
  • importante è l’eiaculazione di un numero adeguato di spermatozoi e il rilascio in vagina di un sufficiente numero di spermatozoi con tutte le caratteristiche che normalmente dovrebbero favorire la fecondazione dell’ovocita;
  • importante negli uomini è valutare i fattori ambientali dai quali dipende un certo grado di stress, che molto spesso influisce sui meccanismi di riproduzione.

Per ognuno di questi fattori, vi sono esami specifici che vanno effettuati in base alle indicazioni del clinico. Ricordiamo ancora una volta che l’infertilità è un problema di coppia, non è solo della donna o dell’uomo per cui è indispensabile che entrambi si sottopongano insieme al percorso. E’ la Legge stessa che indica la necessità di garantire alle coppie non solo il supporto psicologico ma anche un servizio di consulenza prima di iniziare i trattamenti.

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Come abbiamo già detto, la prima misura terapeutica è la promozione di stili di vita sani che devono essere seguiti prima del desiderio di gravidanza, questi prevedono una corretta alimentazione, il mantenimento di un adeguato peso-forma, l’eliminazione di fumo, alcool e altre sostanze d’abuso, una attività fisica adeguata. La salute pre-concezionale è importante sia per garantire il normale meccanismo e avvento del concepimento e sia per garantire un normale decorso della gravidanza. Importante è anche ritrovare la cura di se, della propria salute e degli altri.

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