Sicuramente ne avrete sentito parlare, è una patologia molto frequente soprattutto nelle giovani, e ha profonde ripercussioni per la donna durante tutto l’arco della sua vita. Solitamente si manifesta prima del menarca (prima mestruazione) e con il passare degli anni tende a peggiorare, soprattutto per quelle che sono le problematiche legate alle mestruazioni.

La causa della sindrome purtroppo non è ancora conosciuta ma le evidenze scientifiche riferiscono di una componente legata alla familiarità quindi genetica e di una ambientale.

Vediamo ora da cosa è caratterizzata questa sindrome: quali sono i segni e i sintomi che la contraddistinguono.

Questa patologia è caratterizzata da un disordine ormonale e per questo motivo, rappresenta una delle più frequenti cause di infertilità. Si presenta con vari segni e sintomi. La principale caratteristica è la presenza all’ecografia di multiple cisti all’interno dell’ovaio,

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ma la sindrome è molto più complessa e abbraccia svariate manifestazioni cliniche:

  • Anovulazione (non avviene l’ovulazione e ciò porta ad infertilità);
  • Amenorrea (assenza della mestruazione, oppure ci possono esserci delle alterazioni nel modo e nella frequenza con cui avvengono le perdite mestruali);
  • Iperandrogenismo (alta concentrazione degli ormoni androgeni);
  • Irsutismo (aumentata peluria soprattutto nella zona del viso);
  • Sterilità.

Essendo molteplici le manifestazioni cliniche, anche la diagnosi necessità di vari approcci:

  • Diagnosi clinica;
  • Diagnosi ecografica;
  • Dosaggio dei vari ormoni;
  • Esami metabolici.

Abbiamo detto che la sindrome è caratterizzata da un disordine ormonale dovuto a:

  • Aumento degli androgeni quali testosterone, androstenedione e DHEA-S (elementi ormonali distintivi della sindrome): porta alla comparsa di acne, irsutismo e disturbi dell’umore ma può favorire anche la comparsa di alopecia (diminuzione dei capelli);
  • Aumento degli estrogeni: il loro eccesso stimola una moltiplicazione continua e prolungata delle cellule dell’endometrio (lo strato più interno dell’utero che, se si ha un corretto equilibrio ormonale, si sfalda provocando la normale mestruazione) e ciò predispone la donna allo sviluppo del carcinoma dell’endometrio;
  • Aumento dell’estradiolo che a sua volta genere un aumento del ormone GnRH e dell’LH;
  • Livelli di FSH bassi per cui molti follicoli vengono reclutati per la crescita ma nessuno di essi raggiunge la completa maturazione andando incontro ad atresia. Questo processo porta alla formazione delle cisti nell’ovaio caratteristiche della sindrome;
  • Bassi livelli di SHBG cioè della proteina che trasporta gli ormoni sessuali (quali testosterone ed estradiolo);
  • Iperinsulinemia: gli squilibri ormonali legati alla sindrome, aumentano la resistenza dei tessuti all’insulina con il rischio di insorgenza di diabete.

La causa più comune dell’aumentata resistenza all’insulina e dell’iperinsulinemia è l’obesità. Queste donne presentano anche una condizione metabolica chiamata “dislipidemia” cioè un aumento dei lipidi, del tessuto grasso e quindi anche un aumentato rischio di sviluppare patologie cardiovascolari. Nelle donne obese che sono affette dalla sindrome dell’ovaio policistico, la perdita di peso può risolvere la sintomatologia, ripristinare le ovulazioni e far comparire le mestruazioni.

Come si tratta?

Il trattamento deve essere finalizzato a ripristinare l’ovulazione e quindi a regolarizzare i cicli mestruali, in questo modo si elimina la condizione di sterilità e vanno anche a diminuire i segni dell’iperandrogenismo oltre che ad arrestare la progressione della malattia. Soprattutto in caso di desiderio di gravidanza, è necessario correggere l’anovularietà che è la diretta responsabile della sterilità. Vengono utilizzati a questo scopo, dei farmaci che inibiscono l’effetto degli estrogeni e favoriscono l’aumento dell’ormone follicolo-stimolante (FSH) che determina appunto, la maturazione del follicolo (che nella sindrome dell’ovaio policistico viene impedita) con conseguente picco di ormone LH e successiva ovulazione.

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Nei casi di sindrome dell’ovaio policistico associata a disordini del metabolismo, vengono utilizzati farmaci in grado di correggere sia le alterazioni mestruali che metaboliche.

In assenza di desiderio di gravidanza, per correggere l’irsutismo e le irregolarità del ciclo mestruale il trattamento preferenziale si basa sull’uso degli estroprogestinici. In alcuni casi questo trattamento prolungato ha portato alla normalizzazione dell’anatomia delle ovaie cistiche e alla ripresa dell’attività ciclica ovarica normale.

Vi sono tanti altri trattamenti ormonali e non, è necessario che la donna sia consapevole della sua situazione, è necessario che riconosca quelle che sono le manifestazioni cliniche della malattia che vorrebbe trattare con urgenza e ovviamente scegliere l’opzione terapeutica tenendo in considerazione soprattutto il desiderio di maternità.

La sindrome dell’ovaio policistico può sembrare banale, la sentiamo nominare spesso ma ci siamo mai soffermati sulle sue caratteristiche? Ci siamo mai domandati: cos’è? Siamo andati più a fondo?

Speriamo che con questo articolo si possa capire l’importanza di questa patologia veramente molto complessa. Solo perchè noi non vediamo ciò che accade nel nostro corpo non possiamo essere indifferenti allo sconvolgimento ormonale che porta questa patologia nella donna e ai rischi ai quali sottopone il suo benessere psico-fisico.

Conoscenza, consapevolezza, scelta!

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